|
Home
|
Preferiti
|
Pagina Iniziale
|
Area Utenti
Login
Registrati
Password Dimenticata
GuestBook
Chat
Posta
Segnala Sito
Suggerimenti
Contatti
Scrivi al Webmaster
Statistiche
Visite: 187169
Sondaggio
Utenti Online: 1 Ip: 38.107.179.220
Memorizzazione dei dati
Per memorizzazione si intende quel processo con il quale è possibile conservare dati per poi poterli utilizzare in un secondo tempo.
I dati, sottoforma di sequenze di bit, costituiscono dei file, i quali possono essere collocati su supporti come il disco rigido, il floppy o il cd-rom.
Quando si parla di memoria di massa si indicano tutti quei supporti ottici e magnetici su cui il computer può registrare i dati e conservarli in modo permanente.
Gli apparecchi in grado di registrare dati su un supporto si chiamano dispositivi di memorizzazione.
Nei computer PC/Windows ogni dispositivo di memorizzazione è chiamato “unità” ed è identificato con una lettera seguita dai due punti.
Per esempio “C:” corrisponde al disco fisso, “A:” al lettore floppy, e “D:” solitamente al lettore cd-rom.
Queste unità consentono sia la lettura che la scrittura dei dati e, con l’utilizzo di appositi software, anche all’elaborazione degli stessi.
La capacità di un supporto di memorizzazione indica la massima quantità di dati che quest’ultimo può contenere e, nel caso di un testo, ogni carattere corrisponde ad un byte, che è l’unità di misura.
Il modo in cui i file vengono memorizzati su un supporto possono essere di due tipi:
• “logico”, per quanto riguarda lo schema concettuale che il sistema operativo utilizza per archiviare i file che si basa sul concetto di “cartella"; questa organizzazione ad albero permette di trovare rapidamente i file che cerchiamo,
• “fisico”, nel caso di utilizzo di un disco magnetico, dove i file sono memorizzati in zone del disco chiamate “cluster” (ammasso).
Ogni cluster è etichettato con una sequenza di numeri che lo identifica in modo univoco.
Quando salviamo un nuovo file, il sistema operativo lo memorizza in un cluster libero, ossia senza altri dati memorizzati.
Se il file è di dimensioni superiori a quelle di un singolo cluster, il file viene ripartito in tanti cluster quanti ne servono per contenerlo completamente. Inizialmente il computer cerca di utilizzare per lo stesso file cluster adiacenti tra loro ma, qualora non fosse possibile, utilizza cluster ovunque disponibili.
Quando memorizziamo un file sul disco, sia il suo nome sia la posizione dei relativi cluster vengono registrati dal computer nella “Fat”.
Questa è simile ad una mappa del disco: contiene l’elenco di tutti i file e della loro posizione fisica sul supporto, proprio come un archivio.
Il sistema operativo usa questa mappa per leggere i file, difatti, quando ne apriamo uno, il computer cerca nella Fat il suo nome e l’indicazione dei cluster che lo contengono.
Se apriamo e salviamo un file molte volte, però, molto probabilmente esso sarà rimemorizzato su molti cluster non adiacenti tra loro.
In tal caso, il sistema operativo impiegherà più tempo per leggerlo e le prestazioni del pc diminuiranno, difatti il “tempo di accesso” è il tempo che il computer impiega per leggere i dati su un supporto di memorizzazione; questo intervallo di tempo è solitamente nell’ordine dei millesimi di secondo.
Per ottimizzare questo tempo diventa necessario usare spesso l’utility di deframmentazione, programma di sistema che riorganizza i file in modo che siano memorizzati in cluster adiacenti tra loro.
Notebook
Eventi
Informatica
Linguaggio Html
Sicurezza e Privacy
Reti Lan
Architettura Pc
Memorizzazione dei Dati
Tecnologie Trasmissione
Patente Europea ECDL
Link Utili
Servizi
Motori di Ricerca
Ministeri
Informazioni
Scambio Link
Download
Utility
Sicurezza
Attivo dal 1 marzo 2005 ::
Copyright © PacilloWeb.it ::
Design by
Pacillo
::